miércoles, 28 de octubre de 2015




OMS: LA CARNE È CANCEROGENA. VORREI CRESCESSE L’EMPATIA PIUTTOSTO CHE LA PAURA DI AMMALARSI”

“Vorrei crescesse l’empatia piuttosto che la paura di ammalarsi”

Prendo in prestito questa frase meravigliosa di uno degli utenti di Facebook del gruppo “Sei vegano se” per esprimere il mio pensiero.

Noi vegani, con il dito sempre puntato contro, costretti ad informarci il più possibile su come mangiare alternativamente e quindi strapreparati in materia di alimentazione, lo sapevamo già. Ma nuove prove confermano le paure peggiori dei carnivori.

La carne rossa ed in particolare quella lavorata e trasformata, come pancetta, salsicce e prosciutti, è una delle principali cause di insorgenza dei tumori al colon, pancreas e prostata.

Nel suo ultimo rapporto, l’OMS l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che alimentarsi di queste carni può aumentare la probabilità di sviluppare il cancro del colon-retto di ben il 18%  equiparandoli all’alcol, l’amianto e le sigarette per i pericoli che comportano per l’umanità.

Naturalmente, questa non è la prima ricerca che evidenzia quali problemi possono sorgere ingerendo animali assassinati. Altri studi hanno dimostrato che il consumo di grandi quantità di carne rossa, può causare danni cardiovascolari, cancro intestinale e generalmente uccidere più velocemente.

Ma ora che succederà? Davvero questa prova scientifica sarà utile per dissuadere le masse a mangiare un hamburger?

Io credo che bisogna affrontare la questione da un altro punto di vista.

Quello che ho imparato nel corso degli anni è che gli esseri umani sono completamente illogici quando devono giustificare le proprie abitudini alimentari. Non solo gli esperti hanno sottolineato che la carne può avere un impatto devastante dal punto di vista della salute, ma che praticamente nulla di buono e sano si possa trarre da questi alimenti, è solo una questione di gusto, voracità ed egoismo.

L’impatto ambientale devastante dell’industria della carne, è stato recentemente portato alla luce nel documentario Cowspiracy. Riscaldamento globale, deforestazione, devastazione, impoverimento del pianeta, sono solo alcune conseguenze degli allevamenti intensivi. Tutto ciò provoca gravi ripercussioni alla nostra stessa sopravvivenza.

Ma l’etica, quel sentimento che dovrebbe smuovere le coscienze in difesa della nostra casa, la Terra e degli esseri più deboli, che dovrebbe aiutarci a distinguere cosa sia giusto e cosa non lo sia, proprio quella, viene a mancare fra chi continua a nutrirsi di sofferenza e morte.

Voglio puntualizzare che la motivazione principale che spinge milioni di persone a diventare vegani è  aver visto l’orrore che si  perpetra nei macelli, un orrore agonizzante, profondo, gratuito e dopo aver aperto gli occhi e preso coscienza che tutto ciò è profondamente ingiusto,  capisci di non voler essere più complice tutta quella violenza, come è successo a me. Si vive benissimo senza carne senza provocare sofferenze ad altri, perché non farlo?

Oramai ogni ricorrenza, ogni festa ( soprattutto religiosa) diventa un’occasione per massacrare ed uccidere milioni di animali innocenti.

L’essere umano vuole illudersi di essere una creatura carnivora, ma l’uomo non è mai stai così lontano dalla natura primordiale della sua reale essenza, da quando ha iniziato a mangiare carne.

Con l’industrializzazione, si è completamente perso il contatto con il processo di come gli animali vengono uccisi. A porte chiuse, gli animali sono trattati come oggetti, maltrattati, mutilati, brutalizzati dimenticando che sono esseri senzienti che provano sentimenti. Potreste mai concepire che quello che avviene nei macelli a 170 miliardi di animali uccisi ogni anno, potesse essere fatto ai vostri cani o gatti? La nostra cultura ci condiziona profondamente ogni giorno, bombardandoci di informazioni errate al solo scopo di indurci ad acquistare prodotti che non ci servono, ma servono a loro, queste aziende di morte, per arricchirsi. 

Tutto questo per cinque minuti della nostra soddisfazione alimentare, non per necessità.

I cosiddetti “carnivori” non hanno più alcun collegamento reale psicologico con il cibo, ancora prendono in giro se stessi affermando che il loro comportamento è giusto e doveroso.

Ma non c’è niente di onorevole e logico nel mangiare carne. Ed ora sappiamo anche che non se ne ricava alcun beneficio per la salute anzi si rischia di perderla.

Spero che con la ricerca dell’ OMS, le persone possano mettere in discussione con coraggio le convinzioni sulle proprie  abitudini alimentari.

Non c’è nulla che possa ancora giustificare la presa di posizione immotivata, che sia necessario mangiare animali. In questo modo, stiamo foraggiando le industrie che li trattano come spazzatura. E ora sappiamo anche che stiamo uccidendo anche noi stessi.

FONTE: http://www.veganlifestyle.it/


REMOVEDOR DE ESMALTE PARA UÑAS NATURAL! APRENDE CÓMO PREPARARLO!

La acetona es el producto que se utiliza generalmente para remover el esmalte de las uñas, pero éste es un derivado del petróleo, el cual es muy contaminante. No olvidemos que el petróleo y sus derivados son los grandes responsables del calentamiento global, por esa razón debemos evitar su uso para darle un respiro al planeta en la lucha contra el cambio climático.

Te traemos alternativas para realizar un removedor de esmalte casero.

Combinando vinagre y jugo de limón podemos tener nuestro propio quita esmalte casero y natural que no dañará tus uñas incluso si son frágiles.

Elaboración
El vinagre es rico en ácido acético, sustancia parecida a la acetona. La combinación con zumo de limón hace un producto que disuelve fácilmente el esmalte de uñas.
Para elaborar el quita esmalte casero pon un poco de vinagre de vino blanco en un bol. Añade la misma cantidad de zumo de limón y remueve hasta que ambos productos queden perfectamente mezclados.

Modo de empleo
Moja un algodón en la mezcla y aplica sobre la uña presionando. Mantén de 10 a 20 segundos para que el esmalte se ablande y entonces arrastra el algodón para retirarlo de la uña. Retirar el esmalte con esta mezcla casera puede requerir algo más de tiempo que con un removedor de esmalte comercial, especialmente si intentas retirar varias capas de esmalte. Si dejas las uñas en remojo en agua caliente (lo más caliente que puedas) durante 15 minutos ayudará que el esmalte se ablande y puedas retirarlo más fácilmente.

FUENTE: http://diarioecologia.com/


OMS: "CARNE LAVORATA CANCEROGENA" INTERVISTA A UMBERTO VERONESI: ORA É NERO SU BIANCO, LA VA VEGETALE É L'UNICA, NON CI SONO DUBBI"

Un assist "certificato" per la sua battaglia nella lotta ai tumori. Esulta Umberto Veronesi, presidente e fondatore della Fondazione Veronesi, vegetariano convinto e da anni in prima linea per promuovere una via alternativa alla carne, o per lo meno all'abuso, per prevenire la formazione del cancro. Oggi l'Oms, con i dati forniti dallo Iarc, ha definito le carni lavorate come wurstel, pancetta, prosciutti, salsicce, carne in scatola, secca o preparati a base di sughi di carne come "cancerogene" e le ha inserite nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo e il benzene. Inserendo nella lista delle "probabilmente cancerogene" anche le carni rosse.

Dottor Veronesi, che cosa significano le indicazioni dell’Oms?
“Che per la prima volta la massima autorità internazionale in tema di cancro, lo IARC, ha messo nero su bianco che la carne può causare diversi tumori. Secondo le conclusioni redatte dai 22 esperti che compongono il board di valutazione, si afferma che “ci sono evidenze sufficienti a lasciar pensare che il consumo di carni processate causi il tumore del colon-retto”. Non solo, il legame è stato riscontrato anche per i tumori del pancreas e della prostata. Una relazione che, occorre sottolinearlo, è dipendente dalle quantità consumate”.

Per lei non è una novità. Da anni porta avanti la battaglia per una “via alternativa” alla carne. Ma allora, a quali risorse alimentari dovremmo fare riferimento?
“Sì, le conclusioni non sono di certo una novità e rappresentano un motivo in più per intraprendere la strada vegetariana. Da anni con la Fondazione che porta il mio nome promuoviamo il messaggio che smettere di mangiare carne è salutare per l’uomo. Ormai ci sono pochi dubbi che un regime alimentare povero di carne e ricco di vegetali sia più adatto a mantenerci in salute. Frutta e verdura rispondono perfettamente ai bisogni del nostro organismo e contribuiscono a proteggerlo. In questi prodotti della terra abbiamo scoperto risorse preziose, vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi come i flavonoidi gli isoflavoni. Studiamo le funzioni protettive delle molecole contenute in alcuni alimenti, come il licopene nei pomodori maturi contro i tumori della prostata, il resveratrolo nell’uva per i tumori gastro-intestinali, gli isotiocianati e l’indolo delle crucifere che hanno mostrato un’azione antitumorale in varie forme di cancro. Non solo, i valori pressori dei vegetariani sono nettamente più bassi, sia come “massima” che come “minima”, rispetto a quelli delle persone onnivore.

Però l’Oms non si è espressa su una dieta vegetariana.
“E’ vero che i vegetariani tendono ad avere uno stile di vita più salutare in genere, non fumare, bere poco, fare movimento, per cui è difficile attribuire certi benefici alla sola alimentazione. Ma tutte le evidenze puntano lì: chi mangia poco e vegetariano vive più a lungo e più in salute. Per contro diversi dati scientifici indicano da tempo un nesso fra il consumo di carni, specie quelle rosse e lavorate, e alcune malattie croniche, come tumori o patologie cardiovascolari. Lo stesso dicasi per l’obesità”.

E poi nella sua battaglia c’è una questione ambientale. 
“Siamo ormai 7 miliardi di esseri umani che hanno il diritto a cibo e acqua pulita, un miliardo di persone soffre la fame e la denutrizione, mentre un miliardo soffre delle malattie della sovralimentazione, come diabete, cardiopatie, tumori: non possiamo più permetterci di consumare 15mila litri d’acqua per ogni chilo di carne prodotto (“ne bastano mille per produrre un chilo di cereali”), né di destinare quasi la metà delle calorie prodotte in agricoltura a carburanti e mangimi per 4 miliardi di animali d'allevamento oltre a 20 miliardi di polli”.

A cui lei, cresciuto in campagna, aggiunge l’etica sugli animali.
“Sono cresciuto in una cascina delle campagne lombarde, con cani, gatti, galline, vitelli. Gli animali sono stati i miei primi compagni di giochi e mi ripugna l’idea di ucciderli (“senza alcuna necessità”) per mangiarli. Lev Tolstoj, con un passato da cacciatore, nel suo scritto “Il primo gradino” raccontò della visita un macello, e commentò: “E’ orribile non solo la sofferenza e la morte di questi animali ma il fatto che l’uomo, senza alcuna necessità, fa tacere in sé il sentimento di simpatia e compassione verso le altre creature viventi e diviene crudele, facendo violenza a se stesso””

Se dovesse indicare un solo motivo per consumare meno carne, quale sarebbe?
“Di buoni motivi per smettere di consumare carne ce ne sono parecchi. Le conclusioni dello IARC sono solo il punto di arrivo di quanto già molti studi affermano da tempo. Mi auguro che man mano la nostra cultura alimentare si decida a cambiare, ad abbandonare la carne. Abbiamo il dovere di ragionare sul modello di sviluppo del nostro pianeta e garantire la possibilità di sopravvivenza per tutti”.

FONTE: http://www.huffingtonpost.it/


ALCACHOFAS "INDONESIA"

Plato muy sencillo, pero delicioso, con ese toque aromático tan exótico.

PREPARACIÓN : 15 min.    COCCIÓN : 15 min.    TIEMPO TOTAL : 30 min.
Ingredientes 4 porciones.
Alcachofas (naturales o de lata)
Ajos
Pimentón dulce y picante
Limón
Pimienta negra molida
Cúrcuma
Jenjibre en polvo
Cilantro
Cebolla en polvo
Pan rallado
Aceite
Sal
 
Instrucciones
Si las alcachofas son naturales, retírales las hojas externas y cortales el rabito, y cuécelas, partidas en cuartos, en agua con sal hasta que estén blandas. Si son de lata, ya cocidas, sólo tienes que escurrirlas.

En una sartén, dora unos ajos cortados en láminas. Retira del fuego y añade una cucharadita de pimentón dulce y una pizca del picante. Vuelve a poner al fuego y añade las alcachofas escurridas, y rocía con un pellizco pequeño de cada especia seca, y otro pellizquito de pan rallado.

Déjalo dorar a fuego lento, para que se tomen bien los sabores, unos minutos.

Rocía con unas gotas de limón recién exprimido, corrige de sal, y sirve.

Este plato está rico tanto caliente como frío.

FUENTE: El Delantal Verde  http://www.haztevegetariano.com/


PASTA CON CIME DI CAVOLO NERO

Oggi un piatto dal sapore strepitoso; pasta con cime di cavolo nero. 
Il cavolo nero appartiene alla famiglia dei cavoli (Brassica Olearacea), è un ortaggio poco conosciuto ma ha un ottimo sapore; intenso e persistente.
E' un ingrediente molto utilizzato nella cucina toscana, è presente ad esempio nella ribollita.
Si tratta di un ortaggio tipico dei mesi freddi, viene infatti messo a dimora a fine estate e raccolto tra ottobre e marzo. Anche se devo dire che io lo trovo nell'orto quasi tutto l'anno, ma in inverno è sicuramente più saporito!
Adoro il cavolo nero e cerco di consumarne il più possibile. Verso fine Marzo, prima della fioritura (che avviene una volta l'anno), si possono raccogliere le cimette prima che fioriscano e cucinarle come se fossero cime di rapa... otterrete un piatto dal sapore impagabile!

Il cavolo nero è molto ricco di vitamina C, fibra e antiossidanti. Tra i fitocomposti della famiglia dei cavoli figurano infatti delle sostanza solforate chiamate indoli, che in diversi studi sperimentali hanno dimostrato una spiccata proprietà antitumorale nei confronti del cancro del colon retto. 

Ecco la ricetta della mia pasta:
Ingredienti: (per 4 persone)
400 g di pasta
un bel mazzo di cime di cavolo nero
2-3 spicchi di aglio
1 peperoncino
olio extra vergine di oliva 
sale q.b

Far soffriggere l'aglio e il peperoncino in poco olio, aggiungere le cime di cavolo e lasciar stufare fino a quando saranno morbide. Togliere l'aglio e il peperoncino. Nel frattempo cuocere la pasta in acqua bollente salata. Quando la pasta sarà pronta versarla nella padella con le cime di cavolo e far saltare qualche minuto. servire con un filo di olio extra vergine di oliva crudo e se gradito una spolverata di ricotta salata.

Potete farla anche con le classiche cime di rapa o con cime di broccoli... verrà ugualmente buona... ma se avete la possibilità provate anche questa versione ;-)

FONTE: Dott.ssa Mariana Scavo http://ladispensadeldietista.blogspot.it/

martes, 27 de octubre de 2015



LE MALATTIE PSICOSOMATICHE DEL PRIMO CHACKRA

Come maestra di yoga seguo una compagnia di danza. Succede spesso che qualche ballerino sia infortunato. Ma mentre prima “facevano le vittime” e “davano la colpa al mondo”, ora sanno che non esistono incidenti nè coincidenze, ma tutto dipende dalla nostra coscienza, in altre parole dai nostri pensieri, dai nostri desideri, dalle nostre paure. Questo implica una grande responsabilità, perché non si può più attribuire la colpa a qualcosa che è al di fuori di noi.
Ma vediamo perchè.
Qualsiasi malattia ci induce a compiere un viaggio alla scoperta di noi stessi, il cui innegabile risultato sarà una trasformazione della nostra vita. La mappa che mostra la relazione tra corpo e mente é mutuata dal sistema dei chakra, mentre l’aspetto del l’ascolto attimo per attimo della “voce interiore” che ci guida deriva dal Taoismo.
Quando stiamo male il corpo ci fa vedere che cosa non va nella nostra esistenza. La tensioni nel corpo rappresentano stress della coscienza, queste tensioni nascono da decisioni prese in merito a qualcosa che ci è capitato nel periodo in cui abbiamo sviluppato il sintomo. Una determinata scelta crea tensione, e conseguentemente, il sintomo. Una decisione diversa ci permette di rilasciare il sintomo, ritornando al nostro stato naturale d’equilibrio e salute.
Per riacquistare la salute, dobbiamo intraprendere un lavoro personale di ricerca, comprendendo ciò che stiamo facendo “contro di noi” e, soprattutto, dobbiamo attuare una serie di cambiamenti nella nostra vita, lasciando andare i modi d’essere che ci creano tensione, ritrovando la nostra vera essenza. Dobbiamo semplicemente tornare a essere noi stessi. In questo cammino il sintomo è un nostro alleato e ci aiuta.
La salute del primo chakra dipende dal senso di sicurezza nei confronti del mondo.
Se non abbiamo il sostegno della famiglia e degli amici, di cui abbiamo bisogno per prosperare, vedremo questa insicurezza manifestarsi nel sangue, nel sistema immunitario, nelle ossa, nelle articolazioni e nella pelle.
La chiave per stare bene consiste nel bilanciare i nostri bisogni con quelli dei gruppi sociali più importanti della nostra vita. La famiglia, gli amici, il lavoro, richiedono tutti tempo ed energie. Ma ci si aspetta anche che ricambino con l’amicizia, la sicurezza e la protezione creando in noi un senso di appartenenza. Tuttavia, le esigenze del gruppo non dovrebbero mai mettere in secondo piano i nostri bisogni personali, soprattutto se c’è in gioco la salute.
Quando non ottieniamo ciò che vogliamo dalle relazioni e dalle attività in cui investiamo una quantità considerevole di tempo, il corpo e la mente iniziano a mandarci dei segnali.
Sono sintomi semplici, come stanchezza, eruzioni cutanee, dolori alle articolazioni. Problemi minori riguardanti il primo chakra possono servire come campanello d’allarme per comunicarci che stiamo andando fuori strada.
Brainstorming concept
Ignorare gli avvertimenti del corpo porta a tutta una serie di complicazioni: sindrome di affaticamento cronico, fibromialgia, osteoartrite, artrite reumatoide, epatite, mononucleosi, allergie, eritemi, dolore alle articolazioni e disturbi autoimmuni come il lupus.
La parte del corpo in cui si manifesta la malattia dipende da ciò che causa la sensazione di insicurezza. Per esempio, il senso di impotenza e di disperazione si manifesterà nel sangue. Sentirsi completamente soli ed emarginati dalla propria famiglia porterà lo sviluppo di patologie del sistema immunitario.
E l’incapacità di stabilire confini con chi ci sta attorno si manifesterà sottoforma di problemi alla pelle.
È importante ascoltare gli avvertimenti del nostro corpo e prendere provvedimenti. Focalizzandosi sul perché non ci sentiamo sicuri e protetti, possiamo cambiare gli schemi di pensiero e di comportamento che potrebbero concorrere allo sviluppo della malattia.
Se non crediamo di essere capaci e meritevoli di ricevere sostegno, supporto e protezione la medicina da sola non sarà in grado di curare ciò che ci fa soffrire.
Prima di tutto, dobbiamo affrontare le convinzioni di fondo che ci portano ad avere questi problemi di salute.
Quando si manifesta una malattia del sangue, del sistema immunitario, delle ossa, delle articolazioni, della pelle, probabilmente facciamo pensieri negativi di questo tipo:
– Non riesco a sostenermi in modo indipendente.
– Nessuno mi aiuta o supporta.
– Mi sento depresso, spento, impotente e disperato.
– Nessuno mi ama e sono solo.
La bella notizia è che attraverso delle affermazioni positive possiamo “riprogrammare il sistema”. Le affermazioni possono essere ripetute ad alta voce o mentalmente durante la giornata. Io le scrivo su dei bigliettini che attacco nei posti che frequento di più in modo da leggerle più volte al giorno.
Ora vedremo nello specifico le cause e le affermazioni utili per i diversi problemi di salute legati al primo chakra.

1) Problemi alle ossa e alle articolazioni
È molto probabile che le persone che tendono ad avere problemi alle ossa e alle articolazioni (come artrite, fratture, osteoporosi, mal di schiena, dolori articolari o discopatie) si sentano sopraffatte dalla responsabilità di badare alla famiglia o agli amici, e mettano sempre i bisogni di tutti davanti ai propri. Sono talmente ossessionati dalla cura degli altri che non sono capaci di difendersi. Se sei una delle tante persone che hanno problemi alle ossa e alle articolazioni ascolta bene.
È fondamentale individuare che cosa ti fa sentire insicuro o vulnerabile nei rapporti con la famiglia e con gli amici.
Devi affrontare questi schemi comportamentali e queste convinzioni, se vuoi guarire davvero.
Sebbene il tuo medico possa darti istruzioni precise su come affrontare i tuoi problemi di salute, nessuna prescrizione a lungo termine è efficace se non si vanno a modificare gli schemi negativi di pensiero che hanno aperto la strada alla malattia. Una efficace affermazione generale per i problemi alle ossa e alle articolazioni é:
“Lascio andare il passato con amore. Loro sono liberi e io sono libero. Nel mio mondo sono io l’autorità. Amo e approvo me stesso. La vita è buona. Va tutto bene nel mio cuore adesso.”
Mentre cambi il tuo modo di pensare creando un approccio mentale più sano, rivolgi attenzione all’esterno per esaminare se c’è equilibrio tra i tuoi bisogni e quelli dei tuoi familiari o di un altro gruppo di riferimento.
Lasci che ti sfruttino?
Non sai difenderti?
Ti sembra di dare più di quanto facciano con te amici e familiari?
Ricorda che per sentirti protetto e al sicuro devi imparare a proteggerti e a darti sostegno da solo, oltre a contribuire al senso di sicurezza e di tutela di queste persone.
Ricorda che non sei l’unica risorsa per gli altri che possono anche cercare aiuto altrove.
Perciò ricorda: ama la tua famiglia, ma ama anche te stesso. Preoccupati per i tuoi amici prenditi cura di loro, ma passa del tempo ad esaminare anche la tua vita e ad apportare cambiamenti positivi. Pensa a te come faresti con un caro amico e non trascurare il rapporto con te stesso. Abbiamo tutti dei momenti in cui perdiamo di vista i nostri bisogni. Il segreto sta nel riconoscere e correggere questo comportamento prima che sopraggiungano problemi di salute più gravi.

2) Problemi del sangue
Le persone che soffrono di anemia, emorragie, lividi o altri problemi del sangue tendono a sentirsi come se avessero toccato il fondo; si sentono completamente sole, senza alcun supporto da parte della famiglia e degli amici. Sono talmente destabilizzate che non si fidano più di nessuno, e vivono in un mondo invaso da un caos apparentemente senza fine. Se ti suona familiare, allora sappi che la tua salute dipende dalla capacità di tirarti fuori da questo baratro di disperazione e di portare un po’ di ordine e di equilibrio nella tua vita.
Il primo passo di questo viaggio consiste nell’identificare i messaggi che il tuo corpo ti sta inviando riguardo le emozioni che soggiacciono alla tua malattia, e nel riportare la salute tramite le affermazioni. Per esempio, l‘anemia insorge a causa della mancanza di gioia e della paura di vivere, oltre alla convinzione sottostante di non essere abbastanza bravi.
E può essere utile l’affermazione:
“É sicuro per me provare gioia in ogni area della mia vita. Amo la vita.”
Le contusioni hanno a che fare con la difficoltà nel gestire i piccoli ostacoli della vita e con il punirsi anziché perdonarsi. Può aiutare l’affermazione: “Mi amo e mi perdono. Sono dolce e gentile con me stesso. Va tutto bene.”
I problemi legati alle emorragie possono essere visti come una forma di esaurimento della gioia, spesso associata alla rabbia. Se la cosa ti suona familiare, cerca di placare l’ira e trova la gioia nella vita con l’affermazione:
“Io sono la gioia della vita che si esprime e riceve in perfetta armonia.”
La formazione di coaguli nel sangue ha a che fare con il rifiuto della gioia. Se ti senti bloccato emotivamente, prova a ripetere:
“Risveglio una nuova vita dentro di me. Fluisco.”
Attraverso questo tipo di malattie il sangue ti sta facendo sapere che “hai bisogno di maggiore sostegno”.
Devi fare il possibile per stabilire radici sicure. Anche se non è facile, chiedi di più alle persone che ti circondano.
Il tuo obiettivo è identificare le persone solide e trovare un equilibrio tra essere di supporto a te stesso e accettare l’aiuto degli altri. Mano a mano che esprimi le tue richieste, avrai sempre più fiducia nelle tue relazioni.
equilibrio-interiore

3) Malattie del sistema immunitario
Le persone che hanno problemi legati al sistema immunitario come le allergie alimentari e ambientali, che sono soggette a raffreddori e influenza e che hanno malattie autoimmuni spesso hanno la sensazione di non avere un posto nel mondo e tendono ad essere solitarie.
Si isolano perché, in molti casi, sentono che i loro bisogni non corrispondono a quelli di chi le circonda, perciò qualsiasi tipo di socializzazione sembra travolgerle.
Il tema generale per questo tipo di malattie è la fiducia, la sicurezza e l’amore per se stessi. Come in tutte le altre aree, le affermazioni si diversificheranno in base al sintomo e al pensiero o al comportamento.
Per esempio, le persone soggette alle allergie possono ritenere di essere allergiche a tutto e a tutti o di non avere il controllo sulla loro vita. Questo tipo di pensiero negativo può essere sostituito dalle seguenti affermazioni:
“Il mondo è un posto sicuro e amichevole. Sono al sicuro. Sono in pace con la vita.”
Le persone che contraggono spesso l’influenza tendono a reagire alla negatività di massa. Posso risolverla con l’affermazione:
“Non mi faccio condizionare dalle convinzioni di massa o dalle stagioni. Sono immune al raffreddore e all’influenza.“
Per chi ha la mononucleosi, i pensieri negativi sono associati alla rabbia provata per la mancanza di amore. Una affermazione di guarigione è:
“Amo, apprezzo e mi prendo cura di me stesso. Sono bravo abbastanza.”
L’attività dei tuoi globuli bianchi, che consiste nello scacciare e attaccare organismi estranei, è la stessa che svolgi nella tua vita, perciò spesso lavorare sulla tolleranza si traduce anche in intolleranza fisica e nella creazione di un sistema immunitario più forte. Puoi anche provare, una volta a settimana, a prendere parte ad una attività di gruppo che ti piace, ti accorgerai presto che il mondo non ti è così ostile e giungerai a vedere negli altri il valore e la sicurezza.

4) Problemi di pelle
Hai problemi alla pelle come la psoriasi, l’eczema, l’orticaria o l’acne?
Se la risposta è sì, probabilmente devi focalizzarti sul tuo modo di intendere il senso di sicurezza e protezione nel mondo.
Sebbene i soggetti con problemi epidermici abbiano una vita apparentemente equilibrata, questo risultato ë raggiunto per mezzo di un controllo estremo. Sono individui solidi come massi e affidabili finché non cambia qualcosa. La loro vita ruota attorno alla routine, perché è sicura e familiare.
Ma la vita reale non sempre tranquilla e prevedibile, ed è proprio questo punto che questi soggetti iniziano ad avere problemi. I portici e flussi naturali dell’esistenza causano forte ansia che si manifesta sottoforma di problemi. Un’efficace affermazione generale per i problemi epidermici dovuti alla paura e all’ansia verso il cambiamento è: “Mi proteggo amorevolmente con pensieri di gioia e di pace. Il passato è perdonato e dimenticato. In questo momento sono libero.”
I disturbi della pelle possono assumere diverse forme, perciò le affermazioni che ti aiuteranno ad affrontarli variano in base alla condizione.
Se hai l’acne, per esempio, gli schemi di pensiero negativi sono associati all’accettazione di sé, e l’affermazione da ripetere é: “Amo e accetto me stesso così come sono in questo momento.”
L’eczema ha a che fare con l’antagonismo e l’emergere di emozioni trattenute. Per contrastarne gli effetti, l’affemazione di guarigione é: “Sono circondato da armonia e pace, amore e gioia. Sono al sicuro e protetto.”
L’orticaria è legata a piccole paure nascoste e alla tendenza a ingigantire problemi minori. In questo caso l’affermazione di guarigione é: “Infondo la pace in ogni angolo della mia vita.”
Gli sfoghi cutanei e gli arrossamenti di solito hanno a che fare con l’irritazione perché le cose non sono andate esattamente come avevi pianificato: in questo caso l’affermazione è rivolta alla pazienza: “Amo e approvo stesso. Sono in pace con il processo della vita.”
Se hai la psoriasi, hai paura di essere ferito e potresti rifiutare di assumerti la responsabilità dei tuoi stessi sentimenti. Allora l’affermazione è “Accolgo con vitalità le gioie della vita. Merito e accetto il meglio dalla vita. Amo e approvo me stesso.”
Per affrontare altre problematiche emotive che causano problemi, è necessario lavorare sulla capacità di gestire il cambiamento. L’obiettivo è sviluppare una certa flessibilità. Se sei piú elastico, sei anche in grado di gestire cambiamenti. La fiducia che ciò infonderà nella tua capacità di agire in armonia con il mondo (invece che contro di esso) farà diminuire l’ansia.
interiorità
Tutto inizia dentro di noi: se abbiamo qualcosa che non funziona bene nel nostro corpo o nella nostra vita, dobbiamo guardare dentro di noi e non fuori.

FONTE: Chiara Benini http://www.eticamente.net/
Bibliografia
“Guarisci te stesso”, Luise L. Hay, dr. Moralista Shulz,My Life editore
“I sintomi parlano”, Rossella Panigatti,Tea edizioni


SOBERANÍA ALIMENTARIA



LAS EXPERIENCIAS SON HEREDADAS A TRAVÉS DEL ADN

Genetistas afirman que las experiencias de nuestros antepasados se heredan a través del ADN

Vamos a plantear una pregunta con cierta ingenuidad: ¿cómo sabe el ADN humano dónde colocar sus piezas para crear exactamente un ser humano particular?

No hablamos de un individuo de la especie humana sino a una persona concreta, hijo o hija de ciertos padres, descendiente de cierta genealogía. De primera impresión podríamos pensar que la naturaleza trabaja sobre un cuadro básico de ingredientes, los cuales apenas sufren modificaciones a lo largo del tiempo. Pero según la investigación de un par de biólogos canadienses, las historias de vida (hábitos, estados emocionales, traumas psicológicos) de nuestros descendientes modifican y otorgan a nuestro material genético un grado extra de precisión.

La historia resumida comienza así: un neurólogo y un biólogo entran a un bar, toman un par de tragos y hablan con ligereza de sus respectivas líneas de investigación –al salir han creado un nuevo campo de la genética. Aunque no lo crean, esto es lo que les ocurrió en un bar de Madrid a Moshe Szyf (biólogo molecular y genetista de la McGill University en Montréal) y a su amigo Michael Meaney, neurobiólogo de la misma universidad.

Desde la década de los 70, los genetistas saben que el núcleo de las células utiliza un componente estructural de las moléculas orgánicas, el metilo, para saber qué piezas de información hacen qué –por decirlo así, el metilo ayuda a la célula a decidir si será una célula del corazón, del hígado o una neurona. El grupo metilo opera cerca del código genético, pero no es parte de él. Al campo de la biología que estudia estas relaciones se le llama epigenética, pues a pesar de que se estudian fenómenos genéticos, estos ocurren propiamente alrededor del ADN.

Los científicos creían que los cambios epigenéticos se producían sólo durante la etapa del desarrollo fetal, pero posteriores estudios demostraron que de hecho algunos cambios en el ADN adulto podían resultar en ciertos tipos de cáncer. En ocasiones los grupos metilo se ajustan al ADN debido a cambios en la dieta o a la exposición a ciertas sustancias; sin embargo, el verdadero descubrimiento comenzó cuando Randy Jirtle de la Universidad de Duke demostró que estos cambios podían ser transmitidos de generación en generación.

Si esta jerga genetista es ardua para algunos, digamos que Szyf y Meaney simplemente desarrollaron una innovadora hipótesis mientras tomaban un par de cervezas: si la alimentación y los químicos podían producir cambios epigenéticos, ¿era posible que experiencias como el estrés o el abuso de drogas también pudieran producir cambios epigenéticos en el ADN de las neuronas? Esta pregunta fue el punto de partida para un nuevo campo en el estudio de la genética: la epigenética conductual.

Según este nuevo enfoque, las experiencias traumáticas de nuestro pasado así como las de nuestros ancestros inmediatos dejan una suerte de heridas moleculares adheridas a nuestro ADN. Cada raza y cada pueblo, así, llevaría inscrito en su código genético la historia de su cultura: los judíos y la Shoah, los chinos y la Revolución Cultural, los rusos y los GULAG, los inmigrantes africanos cuyos padres fueron perseguidos en el sur de Estados Unidos, o bien una infancia de maltratos y padres abusivos –todas las historias que podamos imaginar están influídas por nuestros antecesores.

Desde este punto de vista, las experiencias de nuestros ancestros modelan nuestra propia experiencia de mundo no solamente a través de la herencia cultural sino a través de la herencia genética. El ADN no cambia propiamente, pero las tendencias psicológicas y de comportamiento se heredan: así, puede que no sólo tengas los ojos de tu abuelo, sino también su mal carácter y su tendencia a la depresión.

Así como la magia y las terapias psicodramáticas afirman que para curar a una persona es preciso revisar su árbol genealógico, la genética actual comienza a abrirse paso en un nuevo campo que podría hacer que las “maldiciones familiares” sean cosa del pasado.

FUENTE: Edgar Mendizabal Conseiller en Descodificacion Biologica.http://memoriaemocional.com/


10 SUPERFOOD CHE FORSE NON CONOSCETE ANCORA



SOPA PROVENZAL CON PESTO

PREPARACIÓN : 25 min.    COCCIÓN : 40 min.    TIEMPO TOTAL : 65 min.

Ingredientes 8 porciones.
2 cebollas medianas
3 ramitas de perejil freco
1 ramita de romero fresco
1 ramita de tomillo fresco
1 ramita de mejorana fresca
¼ de taza de aceite de oliva
1 hoja de laurel
375 gr. de calabaza, en trozos pequeños
250 gr. de patatas, en trozos pequeños
1 zanahoria mediana, cortada en dos a lo largo y en rodajas finas
2 calabacines pequeños, en juliana
8 tazas de agua o de caldo de verduras
1 cucharadita de sal
½ taza de habas congeladas o frescas
½ taza de guisantes congelados o frescos
2 tomates pelados y en trozos
½ taza de macarrones pequeños
pesto:
½ taza de hojas frescas de albahaca
2 dientes de ajo grandes, majados
½ cucharadita de pimienta negra
⅓ de taza de levadura de cerveza en copos
⅓ de taza de aceite de oliva

 Instrucciones
Corte las cebollas y el puerro en rodajas delgadas.
Ate con un cordel el perejil, el romero, el tomillo y la mejorana. caliente el aceite en una sartén de fondo grueso, rehogue la cebolla y el puerro a fuego lento durante 10 minutos o hasta que se hayan ablandado. Incorpore las hierbas, el laurel, la calabaza, las patatas, las zanahorias, los calabacines, la sal y el agua o caldo. tape y hiérvalo a fuego lento durante 10 minutos o hasta que las verduras estén casi blandas.
Añada las habas, los guisantes, el tomate y la pasta. tape y deje cocer otros 15 minutos o hasta que las verduras estén bien blandas (añada más agua si fuese necesario). Deseche las hierbas.

Para preparar el pesto:
Pique en la batidora la albahaca, el ajo, la pimienta y la levadura durante 20 segundos o hasta que queden muy finos. Añada gradualmente el aceite conforme bate, hasta obtener una pasta cremosa. métala en la nevera. Sirva el pesto en recipiente aparte para que se sirvan los comensales.

Consejos:
Es conveniente consumir la sopa el mismo día en que se prepara. el pesto se puede guardar hasta una semana en la nevera, dentro de un recipiente hermético y cubierto con una capa de aceite.

FUENTE: http://www.haztevegetariano.com/


ZUPPA D'AUTUNNO: PATATE, PORCINI E  CASTAGNE

lunes, 26 de octubre de 2015



HOT DOGS, BACON AND OTHER PROCESSED MEATS CAUSE CANCER, WORLD HEALTH ORGANIZACION DECLARES
 
A new World Health Organization study found that processed meat like bacon and hot dogs cause cancer. It is the most prominent group to declare it a cause of the disease, and the U.S. beef industry isn't happy about it. (Jenny Starrs/The Washington Post)
A research division of the World Health Organization announced Monday that bacon, sausage and other processed meats cause cancer and that red meat probably does, too.

The report by the influential group stakes out one of the most aggressive stances against meat taken by a major health organization, and it is expected to face stiff criticism in the United States.

The WHO findings were drafted by a panel of 22 international experts who reviewed decades of research on the link between red meat, processed meats and cancer. The panel reviewed animal experiments, studies of human diet and health, and cell processes that could explain how red meat might cause cancer.

But the panel’s decision was not unanimous, and by raising lethal concerns about a food that anchors countless American meals, it will be controversial.

The $95 billion U.S. beef industry has been preparing for months to mount a response, and some scientists, including some unaffiliated with the meat industry, have questioned whether the evidence is substantial enough to draw the strong conclusions that the WHO panel did.

In reaching its conclusion, the panel sought to quantify the risks, and compared to carcinogens such as cigarettes, the magnitude of the danger appears small, experts said. The WHO panel cited studies suggesting that an additional 3.5 ounces of red meat everyday raises the risk of colorectal cancer by 17 percent; eating an additional 1.8 ounces of processed meat daily raises the risk by 18 percent, according to the research cited.

“For an individual, the risk of developing colorectal cancer because of their consumption of processed meat remains small, but this risk increases with the amount of meat consumed,” says Kurt Straif, an official with the World Health Organization’s International Agency for Research on Cancer, which produced the report. “In view of the large number of people who consume processed meat, the global impact on cancer incidence is of public health importance.”

About 34,000 cancer deaths a year worldwide are attributable to diets high in processed meats, according to figures cited by the panel.

The research into a possible link between eating red meat and cancer has been the subject of scientific debate for decades, with colorectal cancer being a long-standing area of concern. But by concluding that processed meat causes cancer, and that red meat “probably” causes cancer, the WHO findings go well beyond the tentative associations that some other groups have reported.

The American Cancer Society, for example, notes that many studies have found “a link” between eating red meat and heightened risks of colorectal cancer. But it stops short of telling people that the meats cause cancer. Some diets that have lots of vegetables and fruits and lesser amounts of red and processed meats have been associated with a lower risk of colorectal cancer, the American Cancer Society says, but “it’s not exactly clear” which factors of that diet are important.

Likewise, the Dietary Guidelines for Americans, the U.S. government’s advice compendium, encourage the consumption of protein-containing foods such as lean meats as part of a healthy diet. Regarding processed meats, though, the Dietary Guidelines offer a tentative warning: “Moderate evidence suggests an association between the increased intake of processed meats (e.g., franks, sausage, and bacon) and increased risk of colorectal cancer and cardiovascular disease.” The Dietary Guidelines do not assert that processed meats cause cancer.

Officials from the Department of Health and Human Services, which is updating the Dietary Guidelines with the USDA, have not yet reviewed the WHO report, a spokesperson said.

For consumers, the WHO announcement offers scant practical advice even while casting aspersions over a wide array of foods. Red meat includes beef, veal, pork, lamb, mutton and goat. Processed meat includes hot dogs, ham, sausages, corned beef and beef jerky — or any other meat that has been cured, smoked, salted or otherwise changed to enhance flavor or improve preservation.

How much of those is it safe to eat? The group doesn’t offer much guidance: “The data available for evaluation did not permit a conclusion about whether a safe level exists.”

Should we be vegetarians? Again, the group does not hazard an answer.

And how exactly does red meat and processed meat cause cancer? The group names a handful of chemicals involved in cooking and processing meat, most of them nearly unpronounceable, and some believed to be carcinogenic.

“But despite the knowledge it is not yet fully understood how cancer risk is increased by red meat or processed meat,” the group wrote.

Despite the voids in the science, the WHO findings might cast a pall over diners and those who serve them.

At The Pig Restaurant on 14th Street NW in Washington, where the menu includes an array of pork products - kielbasa, prosciutto, pork cheek, etc - a worker sweeping the tables outside encouraged a reporter to look elsewhere for comments about cancer and red meat. Around the corner, outside the Whole Foods grocery, shoppers evinced a weary of fatalism regarding authoritative diet advice.

“It makes some sense,” said Nassrin Farzaneh, a development consultant, carrying a bag out of the store, said of the WHO finding on processed meat. “But they say one thing and then two or three years later they something that contradicts it. It goes on and on.”

“Everything causes cancer,” said Caroline Rourke, an energy policy analyst, also on her way out of the grocery. “Life causes cancer. Who cares what food does? Life is terminal, isn’t it?"

In recent years, meat consumption has been the target of multi-faceted social criticism, with debates erupting not just over its role on human health, but the impact of feedlots on the environment and on animal welfare. The public debate over the WHO’s findings will probably play out with political lobbying and in marketing messages for consumers.

An industry group, the North American Meat Institute, called the WHO report “dramatic and alarmist overreach,” and it mocked the panel’s previous work for approving a substance found in yoga pants and treating coffee, sunlight and wine as potential cancer hazards.

The WHO panel “says you can enjoy your yoga class, but don’t breathe air (Class I carcinogen), sit near a sun-filled window (Class I), apply aloe vera (Class 2B) if you get a sunburn, drink wine or coffee (Class I and Class 2B), or eat grilled food (Class 2A),” said Betsy Booren, vice president of scientific affairs for the group.

“We simply don’t think the evidence supports any causal link between any red meat and any type of cancer,” said Shalene McNeill, executive director of human nutrition at the National Cattlemen’s Beef Association.

But at its core, the issue revolves around science, and in particular the difficulty that arises whenever scientists try to link any food to a chronic disease.

Experiments to test whether a food causes cancer pose a massive logistical challenge: they require controlling the diets of thousands of test subjects over a course of many years. For example, one group might be assigned to eat lots of meat and another less, or none. But for a variety of reasons involving cost and finding test subjects, such experiments are rarely conducted, and scientists instead often use other less direct methods, known as epidemiological or observational studies, to draw their conclusions.

“I understand that people may be skeptical about this report on meat because the experimental data is not terribly strong,” said Paolo Boffetta, a professor of Tisch Cancer Institute at the Mount Sinai School of Medicine who has served on similar WHO panels. “But in this case the epidemiological evidence is very strong.”

Some scientists, however, have criticized the epidemiological studies for too often reaching “false positives,” that is, concluding that something causes cancer when it doesn’t.

“Is everything we eat associated with cancer?” asked a much noted 2012 paper in the American Journal of Clinical Nutrition.

That paper reviewed the academic studies conducted on common cookbook ingredients. Of the 50 ingredients considered, 40 had been studied for their relation to cancer. Individually, most of those studies found that consumption of the food was correlated with cancer. But when the research on any given ingredient was considered collectively, those effects typically shrank or disappeared.

“Many single studies highlight implausibly large effects, even though evidence is weak,” the authors concluded.

Although epidemiological studies were critical in proving the dangers of cigarettes, the magnitude of the reported meat risk is much smaller, and it is hard for scientists to rule out statistical confounding as the cause of the apparent danger.

Moreover, some skeptics noted that two experiments that tested diets with reduced meat consumption, the Polyp Prevention Trial and the Women’s Health Initiative, found that people who reduced their meat intake did not appear to have a lower cancer risk. It is possible, though, that the reductions in animal flesh were too small to have an effect.

“It might be a good idea not to be an excessive consumer of meat,” said Jonathan Schoenfeld, the co-author of the American Journal of Clinical Nutrition article and an assistant professor in radiation oncology at Harvard Medical School. “But the effects of eating meat may be minimal, if anything.”

By Peter Whoriskey October 26 http://www.washingtonpost.com/



26 OTTOBRE 2015 CAMBIA LA STORIA DELL’ALIMENTAZIONE, DOCUMENTO CHOC DELL’OMS

La carne è canceogena. O meglio, la carne rossa è probabilmente cancerogena,mentre certamente lo sono gli insaccati e tutti gli altri tipi di carne lavorata. Si parla, quindi, di pancetta, salsicce, bacon ma anche dei nostrani salami e prosciutti. A dirlo oggi è l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’annuncio, di quelli che sono destinati a cambiare davvero le cose in fatto di alimentazione, è conseguenza dell’incontro che 22 scienziati provenienti da dieci paesi hanno avuto con gli esperti dello IARC di Lione, in Francia. Un confronto volto appunto a valutare la  cancerogenicità della carne rossa e del consumo di carni lavorate.

Queste valutazioni saranno ufficialmente pubblicate nel volume di 114 della IARC Monographs, nel frattempo però sul sito dell’Iarc è apparso un comunicato stampa, insieme a una lista di domande e risposte, che non lascia adito a molti dubbi.

Si legge infatti che la carne rossa è probabilmente cancerogena per l’uomo (e quindi è stata inserita nel gruppo 2A) mentre la carne lavorata e trattata è stata classificata ufficialmente come cancerogena (e di conseguenza inserita nelgruppo 1A) su base di prove sufficienti.

Ma concretamente la differenza tra gurppo 2A e 1A in cosa consiste? Nel primo caso, quello della carne rossa, la classificazione si basa su prove limitate ovverostudi che dimostrano associazioni positive tra il mangiare la carne rossa e lo sviluppo del cancro, in parole povere è stata osservata una correlazione positiva tra esposizione all’agente e comparsa del cancro ma altre spiegazioni del fenomeno non possono essere escluse.

Nel caso della carne lavorata e trattata la faccenda è differente. La categoria 1A viene infatti utilizzata quando ci sono prove sufficienti di cancerogenicità nell’uomo. La valutazione si basa di solito su studi epidemiologici che mostrano lo sviluppo del cancro negli esseri umani esposti all’agente potenzialmente cancerogeno.

In concreto, quale carne è cancerogena a tutti gli effetti secondo l’OMS?
Per carne rossa, come specifica lo Iarc, si intendono tutte le carni ricavate da muscolo di mammifero compresi, manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra. Per carni lavorate si intende invece carne trasformata attraverso salatura, stagionatura, fermentazione, affumicatura o altri processi utili a migliorarne il sapore o la conservazione.

La maggior parte delle carni trasformate sono a base di carne di maiale o manzo ma possono contenere anche pollame, frattaglie o sottoprodotti come il sangue. Esempi di carni lavorate sono wurstel, prosciutto, salsicce, carne in scatola, carne secca e sughi a base di carne.

Nel corso di questi anni diverse ricerche scientifiche hanno evidenziato come un consumo elevato di carne rossa porti come conseguenza un rischio aumentato di veder comparire patologie come il tumore, in particolare quello al colon.

Il gruppo di lavoro IARC ha fatto un notevole passo avanti perché di fatto, prima di arrivare a diffondere questi risultati, ha considerato più di 800 studi che hanno indagato le associazioni di oltre una dozzina di tipi di cancro con il consumo di carne rossa o carne lavorata in molti paesi e popolazioni con diete diverse. La più forte correlazione tra carne e tumore rimane quella del rischio cancro colon rettale ma lo IARC sottolinea che ci sono prove di legami anche con il cancro al pancreas e quello alla prostata.

“Questi risultati supportano ulteriormente le attuali raccomandazioni di sanità pubblica di limitare l’assunzione di carne“, ha commentatoChristopher Selvaggio, direttore della IARC.
Secondo recenti stime del Global Burden of Disease Project, infatti, circa 34mila morti per cancro ogni anno nel mondo sarebbero da attribuire a diete ricche di carni lavorate. L’analisi dei dati di 10 studi analizzati stima che per ogni porzione di 50 g di carni lavorate al giorno il rischio di ammalarsi di cancro del colon-retto aumenta di circa il 18%.

E’ da tempo che vi consigliavamo di eliminare o quanto meno ridurre fortemente la carne rossa dalla vostra tavola. Ma forse il nostro parere (nonostante fosse sempre il risultato di fonti scientifiche) non era abbastanza autorevole, adesso potremmo quasi dire che non avete più scuse. Per la salute, per l’ambiente e per gli animali

Fonte: http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/18094-carne-cancro-oms


LA OMS DECLARA CANCERÍGENA LA CARNE PROCESADA
Salchichas, hamburguesas y otros productos cárnicos procesados son "carcinógenos para humanos", dice la agencia sanitaria. La carne roja es "probablemente carcinógena".
Comer carne procesada como salchichas, hamburguesas o embutidos aumenta el riesgo de sufrir cáncer, según ha concluido hoy un panel de expertos de la Organización Mundial de la Salud (OMS). El dictamen considera que este tipo de alimentos es “carcinógeno para los humanos” y lo incluye en el grupo de sustancias más peligrosas para la salud junto con el humo del tabaco, el alcohol, el plutonio o el aire contaminado, entre otros más de 100 compuestos analizados anteriormente. El organismo también considera que la carne roja (vacuno, cerdo, caballo, cordero, cabra…) es “probablemente carcinógena”.
Un panel de 22 científicos de 10 países de la Agencia Internacional para la investigación del Cáncer (IARC, en inglés), parte de la agencia sanitaria de Naciones Unidas, ha sido el encargado de revisar los estudios científicos publicados sobre el tema.
La decisión de la IARC fue adelantada la semana pasada por el Daily Mail y ocasionó un fuerte rechazo por parte de la industria. El Instituto Norteamericano de la Carne, una gran patronal cárnica en EE UU, dijo el viernes que el estudio “atenta contra el sentido común” y va en contra de “docenas de estudios en los que no se ha encontrado correlación entre la carne y el cáncer”.
¿Qué es la carne procesada?
El estudio de la OMS considera carne procesada "cualquier tipo de carne que ha sido transformada con sal, curación, fermentación, ahumado, para mejorar el sabor y preservar el alimento". Esto incluye salchichas, algunas hamburguesas de carne picada y también embutidos, desde el peor chorizo al mejor jamón. Aunque la mayoría de estos productos son de carne de vaca o cerdo, este grupo también incluye embutidos hechos con sangre, carne picada de ave o vísceras.
La OMS considera carne roja la que proviene del músculo de un mamífero, lo que incluye vacuno, cordero, cerdo, caballo y cabra.
Pero el estudio de la ONU es concluyente y encuentra suficientes evidencias científicas para considerar las hamburguesas y el resto de las carnes procesadas como un producto que genera cáncer. El estudio completo será publicado por la IARC en unos meses. Un sumario del mismo publicado hoy en The Lancet Oncology señala que la mayor parte de las evidencias se basan en estudios epidemiológicos realizados en varios países. Esos trabajos muestran que este tipo de carnes se asocian con una mayor incidencia del cáncer colorrectal. El estudio encuentra una asociación directa entre estos alimentos y el “cáncer colorrectal en 12 de los 18 estudios de cohorte [estudios epidemiológicos con población general] con información relevante hechos en Europa, Japón y EE UU”, resalta el estudio. Además, señala, "hay una asociación positiva" entre el consumo de estos alimentos y el cáncer de estómago.
En cualquier caso, es importante recordar que el riesgo adicional de estos alimentos para una persona es limitado, según reconoce incluso la IARC en un comunicado. En concreto calcula que el consumo diario de 50 gramos de carne procesada aumenta el riesgo de cáncer colorrectal en un 18%. Pero ese consumo ha de ser continuo, durante años, para tener ese efecto. Esto supone que “para un individuo, el riesgo [...] es pequeño, pero aumenta con la cantidad consumida”, ha explicado Kurt Straif, uno de los responsables del trabajo. Dado el alto consumo de este tipo de alimentos en muchos países, ha añadido, hay un "impacto en la incidencia global del cáncer importante para la salud pública".
En el caso de la carne roja, los expertos consideran que los indicios son "limitados", por lo que la incluyen en el grupo 2A, solo un escalón por debajo de los compuestos más dañinos. En esta evaluación, "el grupo de trabajo tomó en consideración todos los datos relevantes, incluidos los abundantes datos epidemiológicos que muestran una asociación positiva entre el consumo de carne roja y el cáncer colorrectal y los fuertes indicios mecanísticos", señala el trabajo. Este tipo de carne, añade, "también se asocia a los cánceres de páncreas y próstata".
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"Estos resultados apoyan aún más las recomendaciones actuales de salud pública de reducir el consumo de carne”, ha dicho Christopher Wild, director de la IARC. “Al mismo tiempo, la carne roja tiene un valor nutricional”, añade. El trabajo monográfico del panel de expertos es “importante” para que las agencias reguladoras internacionales hagan un análisis de “riesgos y beneficios” y hagan una recomendación al respecto, ha dicho Wild.
El trabajo ha analizado más de 800 estudios científicos sobre la asociación entre el consumo de estos alimentos y 12 tipos de cáncer en varios países. La información más “influyente” ha venido de los estudios de cohorte realizados en los últimos 20 años, dice el IARC.
La decisión va en la línea de lo que opinan otras organizaciones dedicadas a la lucha contra el cáncer. Por ejemplo, la Fundación Internacional para la Investigación en Cáncer, considera "convincente" que tanto la carne procesada como la carne roja están asociadas al cáncer colorrectal.
El sector cárnico europeo critica que la OMS atribuya a un único factor un mayor riesgo de cáncer
E.P.
El sector cárnico europeo ha rechazado "enérgicamente" que la Organización Mundial de la Salud (OMS), a través de la Agencia Internacional para la Investigación sobre el Cáncer (IARC, en sus siglas en inglés), haya clasificado los productos cárnicos procesados dentro del grupo 1 de factores cancerígenos para el ser humano, y considera "inapropiado atribuir a un único factor un mayor riesgo de cáncer" cuando puede depender de una combinación de varios.
En un comunicado, la Federación Europea de Asociaciones Cárnicas (CLITRAVI) advierte de que "no es un único grupo de alimentos específicos por sí mismos el que define los riesgos asociados con la salud, sino la dieta en su conjunto, junto con algunos otros factores". De hecho, aseguran el riesgo relativo de cáncer colorrectal derivado del consumo de productos cárnicos es menor que el producido por otros factores de riesgo: enfermedades de colon, el índice de masa corporal (IMC), falta de actividad física y tabaco. Y factores ambientales como el aire exterior e interior, contaminantes, así como contaminantes de suelo y del agua de bebida, han mostrado valores de riesgo mucho mayores en diferentes tipos de cáncer.
Además, recuerdan que el consumo medio de carne y productos cárnicos en la Unión Europea es de 24 gramos al día, por debajo de la ingesta de 50 gramos al día a la que la IARC atribuye un aumento del riesgo de cáncer colorrectal de un 18%. Y admiten que, "como con cualquier otro alimento, un consumo excesivo nunca es apropiado". Por todo ello, el sector cárnico recomienda "un enfoque más global" sobre el tema "dada la amplia gama de productos cárnicos producidos en la Unión Europea que presentan valores nutricionales óptimos, que satisfacen las diferentes necesidades de los consumidores".
En este sentido, defienden que "existe amplia evidencia científica que demuestra los beneficios del consumo de carne dentro de una dieta saludable", ya que son una fuente esencial de proteínas, vitaminas del grupo B o minerales. Además, asegura que llevan años trabajando tanto en reformulación como en procesos de elaboración para mejorar la composición nutricional y optimizar el valor nutritivo de los productos cárnicos con el fin de ofrecer, entre otros, productos con bajo contenido en sal y en grasa. Y del mismo modo, cumplen "estrictamente" los estándares legislativos y respetan los límites aplicables a los aditivos dentro del marco legal, al tiempo que investigan cómo reducir la presencia de estos compuestos y "optimizar los procesos de fabricación y los ingredientes utilizados".
FUENTE: NUÑO DOMÍNGUEZ http://elpais.com/ 26 OCT 2015

sábado, 24 de octubre de 2015



PSICONEUROINMUNOLOGÍA: LO QUE EL CORAZÓN QUIERE, LA MENTE SE LO MUESTRA

Hasta ahora lo decían los iluminados, los meditadores y los sabios; ahora también lo dice la ciencia: son nuestros pensamientos los que en gran medida han creado y crean continuamente nuestro mundo.

“Hoy sabemos que la confianza en uno mismo, el entusiasmo y la ilusión tienen la capacidad de favorecer las funciones superiores del cerebro. La zona prefrontal del cerebro, el lugar donde tiene lugar el pensamiento más avanzado, donde se inventa nuestro futuro, donde valoramos alternativas y estrategias para solucionar los problemas y tomar decisiones, está tremendamente influida por el sistema límbico, que es nuestro cerebro emocional.

Por eso, lo que el corazón quiere sentir, la mente se lo acaba mostrando”. Hay que entrenar esa mente. 

“Tengo 48 años. Nací y vivo en Madrid. Estoy casado y tengo tres niños. Soy cirujano general y del aparato digestivo en el Hospital de Madrid. Hay que ejercitar y desarrollar la flexibilidad y la tolerancia. Se puede ser muy firme con las conductas y amable con las personas. Soy católico. Acabo de publicar Madera líder (Empresa Activa) IMA SANCHÍS – 18/10/ 2004 “
– Más de 25 años ejerciendo de cirujano. ¿Conclusión? 
-Puedo atestiguar que una persona ilusionada, comprometida y que confía en sí misma puede ir mucho más allá de lo que cabría esperar por su trayectoria. 
– ¿Psiconeuroinmunobiología? 
-Sí, es la ciencia que estudia la conexión que existe entre el pensamiento, la palabra, la mentalidad y la fisiología del ser humano. Una conexión que desafía el paradigma tradicional. El pensamiento y la palabra son una forma de energía vital que tiene la capacidad (y ha sido demostrado de forma sostenible) de interactuar con el organismo y producir cambios físicos muy profundos. 
– ¿De qué se trata? 
-Se ha demostrado en diversos estudios que un minuto entreteniendo un pensamiento negativo deja el sistema inmunitario en una situación delicada durante seis horas. El distrés, esa sensación de agobio permanente, produce cambios muy sorprendentes en el funcionamiento del cerebro y en la constelación hormonal. 
– ¿Qué tipo de cambios? 
-Tiene la capacidad de lesionar neuronas de la memoria y del aprendizaje localizadas en el hipocampo. Y afecta a nuestra capacidad intelectual porque deja sin riego sanguíneo aquellas zonas del cerebro más necesarias para tomar decisiones adecuadas. 
– ¿Tenemos recursos para combatir al enemigo interior, o eso es cosa de sabios? 
-Un valioso recurso contra la preocupación es llevar la atención a la respiración abdominal, que tiene por sí sola la capacidad de producir cambios en el cerebro. Favorece la secreción de hormonas como la serotonina y la endorfina y mejora la sintonía de ritmos cerebrales entre los dos hemisferios. 
– ¿Cambiar la mente a través del cuerpo? 
-Sí. Hay que sacar el foco de atención de esos pensamientos que nos están alterando, provocando desánimo, ira o preocupación, y que hacen que nuestras decisiones partan desde un punto de vista inadecuado. Es más inteligente, no más razonable, llevar el foco de atención a la respiración, que tiene la capacidad de serenar nuestro estado mental. 
– ¿Dice que no hay que ser razonable? 
-Siempre encontraremos razones para justificar nuestro mal humor, estrés o tristeza, y esa es una línea determinada de pensamiento. Pero cuando nos basamos en cómo queremos vivir, por ejemplo sin tristeza, aparece otra línea. Son más importantes el qué y el porqué que el cómo. Lo que el corazón quiere sentir, la mente se lo acaba mostrando. 
– Exagera. 
-Cuando nuestro cerebro da un significado a algo, nosotros lo vivimos como la absoluta realidad, sin ser conscientes de que sólo es una interpretacion de la realidad. 
– Más recursos…. 
-La palabra es una forma de energía vital. Se ha podido fotografiar con tomografía de emisión de positrones cómo las personas que decidieron hablarse a sí mismas de una manera más positiva, específicamente personas con transtornos psiquiátricos, consiguieron remodelar físicamente su estructura cerebral, precisamente los circuitos que les generaban estas enfermedades. 
– ¿Podemos cambiar nuestro cerebro con buenas palabras? 
-Santiago Ramon y Cajal, premio Nobel de Medicina en 1906, dijo una frase tremendamente potente que en su momento pensamos que era metáforica. Ahora sabemos que es literal: “Todo ser humano, si se lo propone, puede ser escultor de su propio cerebro”. 
– ¿Seguro que no exagera? 
-No. Según cómo nos hablamos a nosotros mismos moldeamos nuestras emociones, que cambian nuestras percepciones. La transformación del observador (nosotros) altera el proceso observado. No vemos el mundo que es, vemos el mundo que somos. 
– ¿Hablamos de filosofía o de ciencia? 
-Las palabras por sí solas activan los núcleos amigdalinos. Pueden activar, por ejemplo, los núcleos del miedo que transforman las hormonas y los procesos mentales. Científicos de Harward han demostrado que cuando la persona consigue reducir esa cacofonía interior y entrar en el silencio, las migrañas y el dolor coronario pueden reducirse un 80%. 
– ¿Cuál es el efecto de las palabras no dichas? 
-Solemos confundir nuestros puntos de vista con la verdad, y eso se transmite: la percepción va más allá de la razón. Según estudios de Albert Merhabian, de la Universidad de California (UCLA), el 93% del impacto de una comunicación va por debajo de la conciencia. 
– ¿Por qué nos cuesta tanto cambiar? 
-El miedo nos impide salir de la zona de confort, tendemos a la seguridad de lo conocido, y esa actitud nos impide realizarnos. Para crecer hay que salir de esa zona. 
– La mayor parte de los actos de nuestra vida se rigen por el inconsciente. 
-Reaccionamos según unos automatismos que hemos ido incorporando. Pensamos que la espontaneidad es un valor; pero para que haya espontaneidad primero ha de haber preparación, sino sólo hay automatismos. Cada vez estoy más convencido del poder que tiene el entrenamiento de la mente. 
– Deme alguna pista. 
– Deme alguna pista. 
-Cambie hábitos de pensamiento y entrene su integridad honrando su propia palabra. Cuando decimos “voy a hacer esto” y no lo hacemos alteramos físicamente nuestro cerebro. El mayor potencial es la conciencia. 
– Ver lo que hay y aceptarlo. 
-Si nos aceptamos por lo que somos y por lo que no somos, podemos cambiar. 
Lo que se resiste persiste. La aceptación es el núcleo de la transformación.

FUENTE: By Edgar March http://memoriaemocional.com/


ZEOLITE LA PIETRA CHE DISINTOSSICA IL CORPO
  
La Zeolite è un minerale di origine vulcanica, formatosi attraverso lunghe fasi di trasformazione delle lave vulcaniche (per lo più dall’incontro tra lava incandescente e acqua di mare), il suo nome deriva dal greco zein, “bollire” e lithos, “pietra” questo perchè quando queste pietre vengono riscaldate si rigonfiano, dando un senso di bollore e rilasciando il vapore acqueo che vi è intrappolato all’interno delle cavità cristalline.
Le pietre di zeolite vengono utilizzate nell’industria petrolchimica come catalizzatori eterogenei, nei detergenti in sostituzione dei polifosfati, in agricoltura, in edilizia, nell’addolcimento delle acque e in medicina per indurre la coagulazione del sangue.
Ma la particolarità che più ci interessa è la capacità di questo minerale di intrappolare i metalli pesanti (Piombo, Cadmio, Mercurio, Nichel, Arsenico) e altre molecole tossiche (fumo, alcol, inquinamento alimentare e ambientale) trattenendoli all’interno della sua struttura, ed è per questo motivo che viene anche chiamata “spugna intelligente” (o setaccio molecolare) per la sua alta selettività nelle molecole da assorbire.
La zeolite è un minerale che funge da “catalizzatore” ovvero accelera la reazione chimica, ne prende parte ma rimane inalterata, una volta che entra nell’organismo non viene assorbito ma grazie alla sua struttura cristallina a carica negativa, assorbe i cationi come i metalli pesanti, nitrosamine e ammonio.
Questa spugna intelligente non solo assorbe le sostanze “cattive” ma aiuta anche a controllare la formazione dei Radicali Liberi dell’Ossigeno ed è circa 10 volte più efficace di vitamina A, C ed E; le sue doti antiossidanti aiutano la concentrazione, contribuiscono alla diminuzione del senso di stanchezza, aumentano la resistenza fisica e riducono l’acido lattico.
Ora sappiamo quindi che quando si assume questo minerale esso assorbe sostanze nocive come metalli pesanti, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo, ma la zeolite regala al nostro organismo anche oligoelementi e minerali quali calcio, magnesio, sodio, potassio. Assumendo quindi questo minerale il fegato e reni vengono alleggeriti, perché molte tossine vengono inglobate durante il passaggio dello stesso nel canale digestivo e non raggiungono quindi la circolazione.
A livello locale la zeolite può essere usata per alleviare acne, psoriasi ed eczemi, dermatiti e gonfiori, si usa come una cipria, cospargendola sulla pelle con un batuffolo di cotone umido.
La zeolite ha anche la proprietà di trattenere gli isotopi radioattivi, per questo motivo nel 1986, a Chernobyl, furono usate tonnellate di zeolite per erigere barriere e per bonificare i terreni contaminati, addirittura furono preparati dolci da distribuire ai bambini colpiti dalle radiazioni; fu anche utilizzata ad Hiroshima e Nagasaki, in seguito a Chernobyl, e nel 2011 la Tepco l’ha utilizzata per ripulire il mare dalle radiazioni in seguito al disastro di Fukushima.
Quindi la zeolite ha un alto potere disintossicante, unica controindicazione, va assunta bevendo molta acqua, perchè il suo alto potere assorbente può provocare stipsi.
Delle 100 tipologie di zeolite esistenti, quella che più è adatta all’uso medico umano e veterinario è la Clinoptilolite. E’ dal 1996 che in Giappone le zeoliti sono state approvate come additivi alimentari e dal 1986 in tutto il mondo sono stati approvati 39 brevetti relativi all’applicazione delle zeoliti nell’uomo; quando decidete di acquistare della zeolite per usarlo come integratore controllate che sia provvisto del marchio CE in quanto è d’obbligo per legge trattandosi di prodotti medici classe 2a e che sia regolarmente iscritto nel registro al Ministero della Salute italiano. Se privo di uno di questi 2 elementi, non è in regola e quindi potrebbe essere potenzialmente non sicuro.
I prodotti composti di zeoliti, classificati come dispositivi medici, hanno la seguente classificazione codificata in EU: sostanze ad uso orale adatte ad assorbire/chelare e rimuovere sostanze dannose e tossiche nel tratto gasto-intestinale ( es. metalli pesanti, nitrosamine, ammonio, micotossine, cationi (radioattivi), pesticidi) riducendone l’assorbimento nel corpo. Funzionano anche come anti-ossidanti catturando radicali liberi e riducendo la formazione di ROS ( reactive oxygen species ).

disintossicarsi con la Zeolite
La zeolite può essere presa come prevenzione nella dose di una punta di 1 cucchiaino 2 volte al giorno almeno mezz’ora prima dei pasti, mentre presa per disintossicarsi dai metalli pesanti la posologia consigliata è di 1 cucchiaino (5 grammi) sempre mezz’ora prima di ogni pasto principale, è comunque consigliabile leggere la posologia consigliata sulla confezione dell’integratore.

FONTE: Valeria Bonora http://www.eticamente.net/


UNA NUEVA E IMPORTANTE ADVERTENCIA PARA TODOS LOS USUARIO DE TELEFONOS CELULARES



YOGA E MEDITAZIONE ARRIVANO A SCUOLA E MIGLIORANO I VOTI DEGLI STUDENTI BRASILIANI

Ormai dovremmo sapere quanto lo Yoga e la meditazione possano essere utili per migliorare il nostro benessere. Anche in Italia da qualche tempo lo Yoga e la meditazione sono stati introdotti in alcune scuole, a beneficio degli studenti. In Brasile è nato un vero e proprio esperimento da questo punto di vista.
 
Secondo un reportage condotto da Folha de São Paulo, la scuola Centro de Apoio O Visconde ha introdotto la pratica dello Yoga e della meditazione prima delle lezioni di matematica e ha così potuto verificare il miglioramento dell’apprendimento da parte degli studenti.

Gli alunni praticano 20 minuti di esercizi di Yoga e respirazione prima e dopo l’ingresso in classe. Rimangono seduti comodamente con gli occhi chiusi e ascoltano parole e suoni che li calmano, li aiutano a rilassarsi e migliorano il loro comportamento.

Gli insegnanti hanno notato che in questo modo la qualità delle lezioni migliora così come i rapporti tra i partecipanti. L’idea è che lo Yoga e la meditazione possano essere benefici per l’istruzione, l’educazione e la socializzazione nelle scuole.

Del resto i benefici dello Yoga e della meditazione per i bambini sono già ben noti, anche se non tutti ne sono al corrente. E' davvero importante che la conoscenza dei benefici dello Yoga per i bambini si diffonda tra genitori, famiglie, centri educativi e insegnanti.

La pratica dello Yoga aiuta i più piccoli ad essere consapevoli del proprio corpo, a sviluppare un comportamento altruista, ad apprendere il rispetto degli altri e del Pianeta, a migliorare la concentrazione e le capacità di apprendimento.

La speranza è che lo Yoga e la meditazione si diffondano sempre più nelle scuole anche in Italia. Avete delle esperienze da questo punto di vista? I vostri bambini praticano Yoga e meditazione a scuola?

FONTE: Marta Albè http://www.greenme.it/



TARTAR DE AGUACATE Y TOMATITOS CHERRY

Es una receta muy nutritiva y equilibrada, rica en vitaminas, minerales, acidos grasos, proteína e hidratos de carbono. el alimento estrella de este plato es el aguacate. esta fruta con importantes propiedades para el sistema nervioso, para el sistema cardiovascular y para la piel ha estado mal valorado durante algún tiempo sin embargo, es fuente de vitaminas, minerales y grasa saludable. es muy rico en vitamina b6. se ha demostrado que pequeñas deficiencia de esta vitamina puede manifestarse con alteraciones del sistema nervioso como ansiedad, depresion, insomnio… sus grasas son ácidos grasos moninsaturados, fundamentalmente omega 9 por lo que tiene propiedades similares al aceite de oliva. entre las propiedades del omega 9 podemos destacar: -su poder antiinflamatorio, por lo que deberían tomarlo las mujeres que presentan dolores menstruales. -rico en ácido fólico, por lo que es muy aconsejable también para mujeres embarazadas. -rico en cobre, oligoelemento importante para la fertilidad. esta grasa sustituye perfectamente a la grasa animal, por lo que en aquellas dietas vegetarianas debería incluirse de modo habitual y con moderación en personas diabéticas. es rico en lecitinas, sustancias fundamentales para el metabolismo de las grasas. a sus propiedades, debemos también mencionar su riqueza en vitamina e y glutation, potentes antioxidantes que ayudan al buen funcionamiento del corazón, entre otras. tiene considerables cantidades de hierro, magnesio y calcio, por lo que es muy adecuado en casos de anemia ferropénica. ¿porqué rallar su semilla? entre muchas de sus virtudes, os nombre algunas: -el 70% de los aminoácidos del aguacate están en la semilla, su aceite reduce los niveles de colesterol y ayuda a defender al cuerpo de enfermedades cardiovasculares y paros cardiacos. -estudios han comprobado que las semillas de aguacate tienen más fibra soluble que cualquier otro alimento. -efecto rejuvenecedor: estudios han comprobado que incrementan la cantidad del colágeno de la piel, dándole una apariencia tersa y libre de arrugas. -el aceite de las semillas le dará un brillo adicional a tu cabello y ayuda a prevenir la caspa. -las semillas ayudan a bajar de peso ya que según algunos estudios reduce la glucosa en la sangre. creo que tenemos bastantes razones para incluir en nuestra dieta el aguacate…

PREPARACIÓN : 15 min.    TIEMPO TOTAL : 15 min.
Ingredientes 2 porciones.

8 tomates cherry
1 cebolleta pequeña
Sal marina
Aceite de olive virgen

Instrucciones
Picamos la cebolleta muy fina y reservamos en un bol. a continuación lavamos y troceamos los tomates cherry y los mezclamos en el bol con la cebolleta. partimos el aguacate en dos y separamos las dos mitades quitando el hueso central, que reservamos para el final.

Para trocear el aguacate en cuadraditos perfectos, primero cortamos laminas finas transversalmente hacia una dirección y luego hacia la otra y extraemos la pulpa con una cuchara grande. mezclamos en el bol con los tomates y la cebolleta y revolvemos bien para que todos los ingredientes se unan y saquen su sabor.

Aliñamos con el zumo de 1 limón, una pizca de sal y aceite de oliva virgen al gusto. revolvemos y listo para emplatar.

Con la ayuda de un aro de presentación, vertemos el contenido del bol y vamos dando forma con una cuchara para evitar que sobresalga el contenido del aro. antes de desmoldar, rallamos por encima un poco de la semilla del aguacate que contiene grandes propiedades terapéuticas y sin embargo, siempre la desechamos.

La única pega de este plato es que hay que hacerlo en el momento de comerlo ya que al aliñar el tomate empieza a soltar “agua”; esto es debido a que al añadir la sal, los tomates comienzan a soltar todo su líquido y quedaría la presentación un poco chafada e incluso su sabor desmerecería bastante.

FUENTE: http://www.haztevegetariano.com/